Cinema diffuso e realtà aumentata

clipboard01sLe notti di Tino di Bagdad” è un’opera d’arte urbana in realtà aumentata, ideata da ConiglioViola e presentata al Salone del Libro di Torino nel 2015. L’ispirazione viene dall’opera Die Nächte der Tino von Bagdad, una raccolta di prose sperimentali di Else Lasker-Schüler composta nel 1907, una sorta di Mille e una Notte in chiave modernista che ruota intorno alla figura di Tino, poetessa e principessa di Bagdad.
L’opera è stata messa in scena a Torino nel 2014 per la regia di Eloisa Perone, traduttrice e curatrice dell’edizione italiana del libro, dando lo spunto a ConiglioViola per la sua spazializzazione e trasformazione in una sorta di ipertesto urbano multimediale, un “film diffuso”. Le Notti di Tino di Bagdad è infatti un progetto sperimentale di videoarte, sviluppato in Realtà Aumentata, che definisce anche un nuovo format di arte pubblica. Un’opera aperta che si diffonde nello spazio urbano, per la cui fruizione non esiste un unico luogo ma che invita lo spettatore ad esplorare diverse location a cielo aperto in città al fine di ricomporre i frammenti della narrazione.
tatrino-04ConiglioViola ha lacerato la trama dell’opera di Else Lasker-Schüler per ricavare ventisei incisioni su rame, ognuna delle quali rappresenta un episodio della storia di Tino, principessa e poetessa d’Arabia. Le tavole sono state poi stampate su manifesti di grande formato, affissi ai chioschi di altrettante fermate d’autobus su tutta la città di Torino. Parallelamente, per ogni manifesto è stato prodotto un video realizzato mescolando animazione digitale, animazione a mano (con la tecnica del Teatro delle Ombre) e facendo recitare attori mascherati all’interno di un green screen.
A questo punto lo “spettatore errante” è invitato ad esplorare lo spazio pubblico della città per unire tra loro i ventisei manifesti e quindi i frammenti di storia che essi rappresentano: questo è possibile grazie alla Realtà Aumentata, in quanto una volta inquadrati con l’app gratuita “TINO powered by TIM” , i manifesti si animano per attivare sul display del cellulare i video che corrispondono ai singoli episodi del “film diffuso” di cui sono parte.
19624326572_bde756d67f_bL’opera presenta così un carattere ibrido, che prevede un aspetto tecnologico (l’applicazione mobile georeferenziata, la Realtà Aumentata, il green screen) e uno artigianale (le incisioni su rame, il confezionamento delle maschere, le animazioni “fatte a mano”). In questo modo, si crea una convergenza fra la dimensione fredda e quella calda della tecnologia, fondendo tecniche antichissime e applicazioni innovative.
Oltre a essere intrinsecamente multimediale, il progetto trova la sua forza innovativa anche nella transmedialità: Le notti di Tino di Bagdad infatti, oltre ad essere un’opera d’arte urbana, è diventata anche un libro illustrato sulle cui pagine è di nuovo possibile attivare la lettura in Realtà Aumentata; infine l’opera ha generato un concorso letterario, con lo scopo di attivare la cooperazione interpretativa dei lettori: presentato pubblicamente alla Scuola Holden di Torino, il concorso letterario ha invitato i partecipanti a riscrivere la storia di Tino di Bagdad in forma di racconto, favola o componimento poetico. Prendendo spunto dall’idea di opera aperta e di reticolarità tipica del nomadismo urbano, ConiglioViola riannoda quindi i fili della sperimentazione narrativa attivando una sorta di storytelling partecipativo i cui risultati sono pubblicazione in un e-book edito da Fandango Editore.

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