Le Webserie vanno in scena

Webserie-d'Autore_team1Il 9 aprile 2015 si è tenuto a Torino – davanti a un folto gruppo di appassionati in sala e con oltre un centinaio di contatti allo streaming live Telecom – un incontro riguardante le Webserie d’Autore, una nuova tipologia di format che si sta progressivamente diffondendo sul Web, anche come valido strumento per rafforzare il brand aziendale.

Numerosi autori e produttori hanno preso la parola durante l’evento, presentando a turno i propri progetti e discutendo sulle potenzialità, le strategie da mettere in campo, le piattaforme da utilizzare, i vantaggi e gli svantaggi legati a questo mondo, facendo conoscere al pubblico una realtà per certi versi ancora inesplorata e sottovalutata.

Definire una Webserie può sembrare un compito semplice: si tratta di una serievideo composta da diversi episodi, creata appositamente per la Rete, di pochi minuti e di durata variabile, caratterizzata da personaggi e situazioni che vengono ripresi in ogni puntata al fine di mantenere un filo conduttore nello storytelling. Tuttavia, il mondo delle serie per il Web è molto più ampio e complesso; esso riguarda non soltanto la scelta di una storia che possa far appassionare lo spettatore, con la giusta scelta di location e personaggi, ma anche i metodi per raccogliere i fondi necessari alla sua realizzazione, come per esempio il crowdfunding, e le strategie comunicative da adottare per promuoverla.

È emerso il fatto che per gli autori delle Webserie è importante rivolgersi a un pubblico di nicchia, che può essere l’insieme di poche centinaia o di qualche migliaio di utenti. Questa tipologia di pubblico si differenzia dal pubblico di massa perché composta da persone maggiormente informate e raffinate, e quindi più recettive e attente al messaggio narrato.

In questo contesto, diventa fondamentale concentrarsi sul termine autore, in quanto le Webserie mostrate ai presenti rispecchiavano in molti casi la personalità dei propri ideatori, coinvolgendo lo spettatore e immergendolo, per qualche minuto, in realtà molto diverse tra loro, ma tutte ugualmente accattivanti.

Per citarne alcune, si è passati dall’universo partecipativo ambientato nel 2045 del progetto “Futour”, all’ambiente suburbano di una Torino del 2020 devastata dalla crisi della serie “Miko”, all’ufficio parrocchiale di “Occhi al cielo”, che vede raccontati i problemi e le vicende del parroco Don Paolo, alla realtà misteriosa e piena di colpi di scena di “Home”, fino ad arrivare al web movie “2 di Picche”, che narra la storia di due malavitosi coinvolti nei guai tipici della commedia criminale.

L’incontro è stato utile perché ha permesso agli spettatori di approcciarsi a questo fenomeno dal punto di vista degli autori stessi, i quali si impegnano a portare avanti i propri lavori principalmente per passione, guidati dalla voglia di creare un prodotto di qualità che possa piacere al pubblico senza aspettarsi, in molti casi, un ritorno economico.

Da questa esperienza si può ricavare sicuramente qualcosa di positivo. Abituato e appassionato alle classiche serie televisive, lo spettatore rischia di sottovalutare questo genere in ascesa, non credendolo idoneo a raccontare storie convincenti, a causa della breve durata dei filmati e delle piattaforme utilizzate – in primis Youtube – di solito adoperate per guardare video musicali, comici o spezzoni di programmi televisivi, in genere sconnessi tra loro.

In questo senso l’incontro ha dato modo di ricredersi, non soltanto rendendo molto piacevole l’esperienza di vedere i filmati accompagnati dalle spiegazioni e dai commenti degli stessi autori, ma soprattutto risvegliando un interesse ad approfondire la conoscenza di un fenomeno coinvolgente che può rappresentare una svolta nel panorama della Rete e del Web.

di Francesca Volpe